Stamane mi è arrivata una email dalla Stanford University che mi avvisa, in maniera molto friendly e cortese, che il corso online al quale risulto iscritta non potrà avere inizio, come promesso, entro la fine di gennaio, ma verrà posticipato probabilmente di un mese.
Lì per lì pensavo si trattasse di spam o di un errore, poi mi sono ricordata: qualche tempo fa, in effetti, mi sono iscritta ad un corso on line, completamente gratuito, erogato da Stanford appunto dal titolo Human-Computer Interaction.
Il prof. Scott Klemmer insegnerà a me e ad altre 65.000 (sì – sessantacinquemila) persone, dall’altro capo del mondo, a disegnare tecnologie in grado di portare alle persone gioia, anzichè frustrazione.
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Gioia
Tecnologie
Online
Gratis
Stanford
Interaction-design
Sono passati dieci anni, ma anche fra venti o trent’anni sarà lo stesso: ricorderò per sempre tutti i dettagli, tutte le emozioni e tutto l’orrore di quel giorno. E degli altri a venire.
In questi dieci anni ho vissuto la parte più importante della mia vita e il mio pensiero oggi va a tutte le persone che non hanno potuto farlo.
Non scriverò nulla. Lo hanno fatto e continueranno a farlo in troppi.
Il mio dovere sarà quello di raccontarlo a mio figlio.
Possono le aziende progettare e sviluppare un’adeguata strategia di social media marketing, magari adottando anche soluzioni creative, senza bisogno di sostenere costi esorbitanti?
Così pare: Isabelle Ratinaud , Marketing Director di Monster UK & Ireland durante un workshop suggerisce, in pochi passi, come (le persone molto affezionate al proprio iPad non guardino il video qui sotto…):
Questo video “provocatorio” mostra l’essenza di una delle regole principali: spendere poco, o non spendere affatto (ma aspettarsi un ROI). Con pochissima spesa – ma una spiccata creatività – la BlendTec, produttrice di frullatori, dimostra in maniera insolita , direttamente su Youtube come i loro prodotti siano in grado di frullare qualsiasi cosa.
Chiedersi se i social media sono adatti a noi e cosa vogliamo ottenere attraverso questi canali. Non ce l’ha ordinato il medico, in buona sostanza, di essere presenti su Facebook, o su Twitter… e non è detto che siano strumenti adeguati al nostro modo di porci verso i nostri stakeholder.
Facciamoci quindi prima qualche domanda:
Perché crediamo che i SM siano la giusta strada per raggiungere i nostri obiettivi?
Esprimono in maniera coerente e consona i nostri valori e il nostro brand?
Quanto sono coinvolti i nostri collaboratori e dipendenti nei SM?
Anche i nostri stakeholder sono online? Utilizzano attivamente i SM?
Com’è la nostra reputazione in rete? Parlano di noi? E come?
Siamo preparati a giocare le regole dei SM, anche se questo può farci perdere parte del “controllo”?
Ascoltare è gratuito. Impariamo ad ascoltare, cominciamo sin da ora (e non smettiamo di farlo neppure dopo…). I social media, le community, SONO conversazioni: impariamone le regole, prima di buttarci a capofitto nella mischia. A titolo di esempio negativo, diamo un’occhiata a come non si dovrebbe gestire una conversazione (tratta dalla pagina Facebook di Nestlé):
Impariamo ad essere umani, a comprendere le esigenze delle persone che ci seguono e ad averne cura, soprattutto se siamo o rappresentiamo un’azienda o un’organizzazione. Tutti noi del resto tendiamo a prendere le cose sul personale…
Nel 2008, durante un viaggio con United Airlines, al musicista canadese David Carroll viene rotta l’amatissima chitarra, a causa della negligenza degli addetti al carico bagagli. La compagnia aerea non deve aver preso a cuore la cosa, tanto che il musicista, esasperato, scrive una canzone-denuncia (United breaks guitars) e la pubblica su Youtube.
Un successo inaspettato, a discapito della United: da notare il numero di visite raggiunte da allora su Youtube. Mentre scrivo questo post, siamo a quota 10.460.707 visitatori.
Non e’ necessario partire “in grande”: si fa sempre in tempo a crescere insieme alle proprie competenzee ad utilizzare un sempre maggior numero di strumenti e canali, rafforzando progressivamente la presenza online.
Integrazione: impariamo ad integrare tutti gli strumenti a nostra disposizione, sia online che offline. A questo proposito, cito una frase ad hoc letta in un post di Steve Rubel, che gira in questi giorni su Twitter : the future is all about integration
Applichiamo le “vecchie” regole del marketing anche sul web (ed eviteremo errori colossali).
Teniamo a mente l’acronimo “KISS” = Keep It Significant & Shareable!