Milano, 20 maggio 2011 > Convegno “Back to basics” c/o Officine della Comunicazione
Il programma e i relatori
Lista di tweet con hashtag #back2basics (pdf)
Slides
Provo a fare una sintesi estrema – per parole chiave – di quanto ho avuto la fortuna di ascoltare durante il convegno da una squadra (scrivo squadra perché si percepiva l’affiatamento e la complicità tra loro) di relatori, credo tra i più influenti e autorevoli in questo momento sulla rete, e non solo, a proposito di web marketing.
I nomi sono nel programma, linkato.
Tutti i tweets relativi all’evento sono nel pdf (spero di averli inclusi tutti…)
E’ annullata la differenza tra online e offline: i messaggi sono gli stessi dentro e fuori dalla rete, siamo INline
Non sono cambiati i bisogni delle persone, ma il modo di soddisfarli
Content is king, ma vince il contenuto emozionale
“Se sai scrivere, sai scrivere anche online. (Oppure puoi imparare)”
Quali strategie per aumentare l’efficacia comunicativa dei nostri messaggi?
- non scrivere poco, ma scrivere bene
- l’importanza di pianificare il contenuto: a chi mi rivolgo, perchè, quali sono i miei obbiettivi
- avere sempre bene in mente che le informazioni verranno utilizzate fuori dal contesto in cui sono nate e inserite
- everything is forwardable
- do your best and link to the rest (e il link diventa “stile”)
La metafora del villaggio medievale
Il villaggio di oggi (web 2.0) è il medesimo del villaggio medievale: ci sono i bar-ritrovo (forum e social media) nei quali seguire i diversi flussi di conversazione, potendo scegliere tra gruppi e sottogruppi di persone, c’è il passaparola, ci sono gli esperti, c’è il mercato con i suoi prodotti, ci sono le insegne dei negozi… dobbiamo pensare alle stesse regole di un tempo, quando pensiamo ai social media e a come “starci”:
- è importante essere trasparenti, trasmettere i nostri valori reali senza finzioni
- possiamo fare amicizia, ma dobbiamo anche avere la pazienza di stare ad ascoltare i nostri clienti, nelle occasioni positive ma soprattutto negative
- dobbiamo aiutare le persone a trovarci, con facilità
- abbiamo l’opportunità di raccontare la nostra identità, i nostri valori, la nostra storia, i nostri prodotti, ma senza inganni e senza fretta
- se dedichiamo poco tempo alle persone, il villaggio non ci accetterà.
L’ esponenzialità della visibilità, l’apertura al nostro pubblico e l’ascolto sono fondamentali
Case history di Vodafone Lab, prima corporate community online
La cassetta degli attrezzi per l’online (e anche l’offline):
- saper leggere (cercare le informazioni)
- saper scrivere (contenuti utili, usabili e ben organizzati)
- saper far di conto (misurare e interpretare i dati ci permette di migliorare e di agire di conseguenza)
Investiamo seguendo la regola del 10/90 = 10% del budget sugli strumenti, il 90% sulle persone
Dal target alla community
- Dobbiamo cominciare a ragionare, fin dalla progettazione, in termini di community, di persone, accomunate da interessi, da passioni, da un linguaggio e non più in termini di target, di utenza. L’utente è chi fa il prelievo al bancomat.
- Le aziende devono cominciare a capire e ad abituarsi all’idea che le community on line parlano, attraverso i social media si possono vedere i loro pensieri che scorrono.
- Cambia il modo di fare comunicazione: ai concetti di identità, capitale economico, creatività occorre aggiungere anche reputazione, personalità, capitale sociale, narrazione: il prodotto non è più l’eroe della nostra storia, semmai l’oggetto magico.
Ascoltare le persone
Occorre capire e raggiungere le persone attraverso processi quali l’ascolto, la partecipazione, l’internalizzazione, le conversazioni.
Ascoltare prima di agire, per empatizzare e instaurare un dialogo tra pari, utilizzando lo stesso linguaggio, concentrandosi su ciò che è rilevante (engagement) e non solo sul numero di persone che ci seguono.
Digital creativity: un buon creativo è chi riesce ad avere buone idee, capacità progettuale, metodologie off e on line.
La conoscenza multidisciplinare è ciò che fa la differenza, le competenze che lavorano insieme.
I creativi devono anche avere la sensibilità di limitare il proprio egocentrismo e progettare interfacce che scompaiono.
Sta emergendo il mobile: è un concetto che supera i devices, i supporti: avremo piattaforme interattive, sempre più mobile, differenti tipologie di ambienti. Ma: un solo brand, tanti canali, tanti touchpoint, una sola conversazione
Cosa cambia nel racconto di viaggio da off line a online?
La modalità: l’esperienza ha bisogno di essere condivisa prima, durante e dopo. Le connotazioni sono più coinvolgenti, più emozionali (e più efficaci).
Nel turismo la tecnologia non è un aspetto a parte, ma interagisce profondamente col prodotto: “viaggi in rete” significa sia “usando il web” sia “network di viaggio”. E’ fondamentale poter trasmettere messaggi sempre più esperienziali.
Chiusura del convegno surreale
con l’intervento sul “cliente azzurro”
La sintesi, ovvero “la coperta corta”:
(slide di Marco Brambilla)
A breve un progetto (un sito? un manifesto?), ora in fase di sviluppo.
Per aggiornamenti consiglio di sbirciare sul blog di Alessandra Farabegoli oppure sulla neonata pagina Facebook di Backtobasics.


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